{"id":64,"date":"2025-08-17T15:42:01","date_gmt":"2025-08-17T15:42:01","guid":{"rendered":"https:\/\/andreaglockner.eu\/it\/?page_id=64"},"modified":"2026-06-08T12:45:37","modified_gmt":"2026-06-08T12:45:37","slug":"bio","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/andreaglockner.eu\/it\/bio\/","title":{"rendered":"Bio"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Andrea Glockner (2001) \u00e8 un trombettista basso, trombonista e flautista italo-francese, nato a Bordeaux in una famiglia dove la musica \u00e8 sempre stata presente \u2013 suo nonno italiano era un tubista classico &#8211; . Andrea ha sviluppato una passione per il jazz dopo aver scoperto Miles Davis e Louis Armstrong. Ha iniziato a studiare tromba e flicorno a Talence e Au Bouscat, sotto la guida di S\u00e9bastien Brebbia, S\u00e9bastien &#8220;Iep&#8221; Arruti e Jean-Pascal Cavard. In seguito ha frequentato i dipartimenti classico e jazz del Conservatorio di <strong>Bordeaux<\/strong>, studiando con Jean-Pierre Duffau e Mathieu Tarot. Una svolta decisiva \u00e8 stata la scoperta di Bob Brookmeyer e del trombone a pistoni, di cui si \u00e8 innamorato. Questo lo ha portato a concentrarsi sugli ottoni gravi nel jazz \u2013 trombone a pistoni e a coulisse, tromba bassa, eufonio, e altri strumenti. Andrea ha scelto di proseguire i suoi studi in Italia, presso l\u2019Accademia Nazionale Italiana del Jazz di <strong>Siena<\/strong>, dove ha studiato con Roberto Rossi, Filippo Vignato, Federico Pierantoni e Joseph Bowie. Nel 2022 ha rappresentato Siena Jazz in un programma di scambio con il Conservatorio di <strong>Amsterdam<\/strong>, dove ha conseguito anche il diploma di Master in Performance Jazz, studiando con Yaniv Nachum, Ilja Reijngoud, Martijn Sohier e Bert Boeren. Attualmente vive ad Amsterdam.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2023, <strong>crea il quartetto Across the Lines<\/strong>, nato da un incontro all\u2019Accademia Nazionale Italiana di Jazz, il cui primo album, registrato nel giugno 2024 a Siena, \u00e8 uscito con l\u2019etichetta Dodicilune nel marzo 2025, con ospite il trombonista e cantante americano Joseph Bowie. Il quartetto riunisce Andrea, il pianista e tastierista italo-dominicano Santiago Fernandez, di grande generosit\u00e0 e sensibilit\u00e0, la contrabbassista e bassista elettrica Silvia Bolognesi, figura emblematica dell\u2019improvvisazione libera in Italia e membro dell\u2019Art Ensemble of Chicago, nonch\u00e9 il batterista italo-svizzero Alessandro Alarcon, attivo sia sulla scena jazz elvetica che nelle musiche attuali. Il gruppo si \u00e8 gi\u00e0 esibito su palcoscenici importanti a Bordeaux, Agen, Tolosa, al 38Riv Jazz Club di Parigi, al Venezia Jazz Festival alla Fenice, per Jazz &amp; Wine ad Arezzo, allo Sghetto Jazz Club di Bologna, al festival internazionale di jazz di Pisa, a quello di Roccella Ionica (Rumori Mediterranei), al Rocher de Palmer di Bordeaux-Cenon, a Bourgoin-Jallieu e a Limoges.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2025, Andrea \u00e8 entrato a far parte dello storico gruppo <strong>Defunkt<\/strong> di Joseph Bowie, al crocevia tra punk, funk e jazz, e che ha saputo unire l\u2019avanguardia a groove rock e funk coinvolgenti. Andrea ha anche una grande esperienza in formazioni pi\u00f9 ampie e <strong>big band<\/strong>, iniziata a Bordeaux e proseguita a Siena e Amsterdam. Ha suonato nei big band di S\u00e9bastien &#8220;Iep&#8221; Arruti e di Mauro L. Porro, cos\u00ec come nell\u2019<strong>ONJGT<\/strong> diretto da Paolo Damiani. \u00c8 membro stabile della <strong>JOTC Open Orchestra<\/strong> di Arezzo diretto da Francesco Giustini, con cui ha registrato due album, nel 2023 e nel 2026, dedicati alla musica di Joe Henderson e di Miles Davis. E stato anche membro regolare dei <strong>Tooscanians<\/strong>, un ottetto dedicato allo swing dell\u2019epoca d\u2019oro delle big band. Dal 2023 fa inoltre parte del <strong>grande ensemble<\/strong> di Silvia Bolognesi, che rende omaggio alla musica di Gil Scott-Heron con la partecipazione del cantante Eric Mingus. Andrea fa anche parte dell\u2019ensemble del pianista Thomas Bercy &#8220;<strong>Jazz Continuum Orchestra<\/strong>&#8220;, che riunisce una decina di musicisti e che nel 2026 rende omaggio all\u2019opera di Miles Davis.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Andrea <strong>ha creato la sua big band<\/strong> nel 2026, per il quale ha composto e arrangiato una suite in cinque movimenti, &#8220;<strong>The Spiritual Suite<\/strong>&#8220;, nella quale il jazz tradizionale<em> straight-ahead<\/em> si associa all\u2019improvvisazione libera e a vigorosi passaggi in tutti orchestrali, con l\u2019idea di riunire le persone attraverso la musica e la spiritualit\u00e0, al di l\u00e0 di ogni appartenenza religiosa, etnica, orientamento o origine, e di riconnettersi con il potere comunicativo della musica. La musica \u00e8 stata registrata ad Amsterdam ed \u00e8 attualmente in fase di produzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Andrea ha condiviso il palco con musicisti internazionali di grande rilievo come Joseph Bowie, Enrico Rava, Giovanni Falzone, Silvia Bolognesi, Paolo Damiani, Eric Mingus, Maurizio Giammarco, Nico Gori, Giovanni Benvenuti, Ferruccio Spinetti, Mario Raja, Cosimo Boni, Francesco Pierotti, Matteo Paggi, Giovanni Paolo Liguori, Alexis Valet, Olivier Gatto, Thomas Bercy e molti altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il linguaggio musicale di Andrea integra tutti gli elementi e le correnti del jazz, le radici del blues e la tradizione degli antenati, pur esplorando una direzione moderna attraverso l\u2019improvvisazione libera e l\u2019energia del rock e del funk.<\/strong> \u00c8 particolarmente influenzato dagli insegnamenti di Joseph Bowie, che sottolinea l\u2019importanza del groove e ricorda che il jazz \u00e8 anche una musica da ballare. La melodia occupa un ruolo centrale nelle composizioni e nelle improvvisazioni di Andrea. La sua visione artistica comprende lo sviluppo e la valorizzazione dell\u2019uso di <strong>ottoni gravi non convenzionali nel jazz<\/strong>, al di l\u00e0 del trombone a coulisse, che rimane l\u2019unica voce solista ampiamente riconosciuta di questa famiglia. Andrea ritiene che strumenti come il <strong>trombone a pistoni, la tromba bassa e l\u2019eufonio<\/strong> abbiano contributi unici e preziosi da offrire in termini di sonorit\u00e0, articolazione e timbro d\u2019insieme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Andrea \u00e8 sempre alla ricerca di nuove sensazioni e suoni per esprimersi in modo diverso. Attualmente conduce una ricerca artistica con il <strong>flauto<\/strong> \u2013 uno strumento insolito per un suonatore di ottoni jazz \u2013 ampliando la sua tavolozza espressiva ispirandosi all&#8217;approccio di alcuni musicisti come Yusef Lateef o Rashann Roland Kirk.<\/p>\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Andrea Glockner (2001) \u00e8 un trombettista basso, trombonista e flautista italo-francese, nato a Bordeaux in una famiglia dove la musica \u00e8 sempre stata presente \u2013 suo nonno italiano era un tubista classico &#8211; . Andrea ha sviluppato una passione per il jazz dopo aver scoperto Miles Davis e Louis Armstrong. 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