{"id":64,"date":"2025-08-17T15:42:01","date_gmt":"2025-08-17T15:42:01","guid":{"rendered":"https:\/\/andreaglockner.eu\/it\/?page_id=64"},"modified":"2025-12-31T17:25:14","modified_gmt":"2025-12-31T17:25:14","slug":"bio","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/andreaglockner.eu\/it\/bio\/","title":{"rendered":"Bio"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Andrea Glockner (2001) \u00e8 un trombonista, tubista e flautista italo-francese, nato a Bordeaux in una famiglia dove la musica \u00e8 sempre stata presente \u2013 suo nonno italiano era un tubista classico &#8211; . Andrea ha sviluppato una passione per il jazz dopo aver scoperto Miles Davis e Louis Armstrong. Ha iniziato a studiare tromba e flicorno a Talence e Au Bouscat, sotto la guida di S\u00e9bastien Brebbia, S\u00e9bastien &#8220;Iep&#8221; Arruti e Jean-Pascal Cavard. In seguito ha frequentato i dipartimenti classico e jazz del Conservatorio di <strong>Bordeaux<\/strong>, studiando con Jean-Pierre Duffau e Mathieu Tarot. Una svolta decisiva \u00e8 stata la scoperta di Bob Brookmeyer e del trombone a pistoni, di cui si \u00e8 innamorato. Questo lo ha portato a concentrarsi sugli ottoni gravi nel jazz \u2013 trombone a pistoni e a coulisse, tromba bassa, eufonio, e altri strumenti. Andrea ha scelto di proseguire i suoi studi in Italia, presso l\u2019Accademia Nazionale Italiana del Jazz di <strong>Siena<\/strong>, dove ha studiato con Roberto Rossi, Filippo Vignato, Federico Pierantoni e Joseph Bowie. Nel 2022 ha rappresentato Siena Jazz in un programma di scambio con il Conservatorio di <strong>Amsterdam<\/strong>, dove vive attualmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Andrea si esibisce nei jazz club come solista ospite. Ha anche una grande esperienza in formazioni pi\u00f9 ampie e <strong>big band<\/strong>, iniziata a Bordeaux e proseguita a Siena e Amsterdam. Ha suonato nei big band di S\u00e9bastien &#8220;Iep&#8221; Arruti e di Mauro L. Porro, cos\u00ec come nell\u2019<strong>ONJGT<\/strong> diretto da Paolo Damiani. \u00c8 membro stabile della <strong>JOTC Open Orchestra<\/strong> di Arezzo, con cui ha registrato un album nel 2023 dedicato alla musica di Joe Henderson. \u00c8 anche membro regolare dei <strong>Tooscanians<\/strong>, un ottetto dedicato allo swing dell\u2019epoca d\u2019oro delle big band. Dal 2023 fa inoltre parte del <strong>grande ensemble<\/strong> di Silvia Bolognesi, che rende omaggio alla musica di Gil Scott-Heron con la partecipazione del cantante Eric Mingus. Andrea ha condiviso il palco con musicisti internazionali di grande rilievo come Joseph Bowie, Enrico Rava, Giovanni Falzone, Silvia Bolognesi, Paolo Damiani, Eric Mingus, Mauro L. Porro, Maurizio Giammarco, Nico Gori, Giovanni Benvenuti, Francesco Fratini, Angelo Lazzeri, Ferruccio Spinetti, Mario Raja, Daniele Malvisi, Cosimo Boni, Francesco Pierotti, Camilla Battaglia, Evita Polidoro, Giovanni Paolo Liguori, Alexis Valet, Thibaud Bont\u00e9, Olivier Gatto, Thomas Bercy e molti altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 2023 crea il quartetto Across the Lines, nato da un incontro all\u2019Accademia Nazionale Italiana di Jazz, il cui primo album, registrato nel giugno 2024 a Siena, \u00e8 uscito con l\u2019etichetta Dodicilune nel marzo 2025. Il quartetto riunisce Andrea, il pianista e tastierista italo-dominicano Santiago Fernandez, di grande generosit\u00e0 e sensibilit\u00e0, la contrabbassista e bassista elettrica Silvia Bolognesi, figura emblematica dell\u2019improvvisazione libera in Italia e membro dell\u2019Art Ensemble of Chicago, nonch\u00e9 il batterista italo-svizzero Alessandro Alarcon, attivo sia sulla scena jazz elvetica che nelle musiche attuali. Il gruppo si \u00e8 gi\u00e0 esibito su palcoscenici importanti a Bordeaux, Agen, Tolosa, due volte al 38Riv Jazz Club di Parigi, al Venezia Jazz Festival alla Fenice, per Jazz &amp; Wine ad Arezzo, allo Sghetto Jazz Club di Bologna, al festival internazionale di jazz di Pisa, a quello di Roccella Ionica (Rumori Mediterranei), al Rocher de Palmer di Bordeaux-Cenon, a Bourgoin-Jallieu e a Limoges.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il linguaggio musicale di Andrea integra tutti gli elementi e le correnti del jazz, le radici del blues e la tradizione degli antenati, pur esplorando una direzione moderna attraverso l\u2019improvvisazione libera e l\u2019energia del rock e del funk.<\/strong> \u00c8 particolarmente influenzato dagli insegnamenti di Joseph Bowie, che sottolinea l\u2019importanza del groove e ricorda che il jazz \u00e8 anche una musica da ballare. La melodia occupa un ruolo centrale nelle composizioni e nelle improvvisazioni di Andrea. La sua visione artistica comprende lo sviluppo e la valorizzazione dell\u2019uso di <strong>ottoni gravi non convenzionali nel jazz<\/strong>, al di l\u00e0 del trombone a coulisse, che rimane l\u2019unica voce solista ampiamente riconosciuta di questa famiglia. Andrea ritiene che strumenti come il <strong>trombone a pistoni, la tromba bassa e l\u2019eufonio<\/strong> abbiano contributi unici e preziosi da offrire in termini di sonorit\u00e0, articolazione e timbro d\u2019insieme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Andrea \u00e8 sempre alla ricerca di nuove sensazioni e suoni per esprimersi in modo diverso. Attualmente conduce una ricerca artistica con il <strong>flauto<\/strong> \u2013 uno strumento insolito per un suonatore di ottoni jazz \u2013 ampliando la sua tavolozza espressiva ispirandosi all&#8217;approccio di alcuni musicisti come Yusef Lateef o Rashann Roland Kirk. Integra il flauto, ad esempio, nelle sue esibizioni con l\u2019ensemble di Silvia Bolognesi, nell\u2019omaggio a Gil Scott-Heron.<\/p>\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Andrea Glockner (2001) \u00e8 un trombonista, tubista e flautista italo-francese, nato a Bordeaux in una famiglia dove la musica \u00e8 sempre stata presente \u2013 suo nonno italiano era un tubista classico &#8211; . Andrea ha sviluppato una passione per il jazz dopo aver scoperto Miles Davis e Louis Armstrong. 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